Roulette con la 54241

Per i giocatori problematici e patologici potrebbero essere in futuro previste altre misure. Il tutto come a dire che questa incongruenza è un male minore e potrà trovare una tutela non nel breve periodo ma in momento successivo. E se proprio vogliamo dirla tutta, a nessuno verrebbe mai in mente di mettere i tabaccai lontani dal centro per disincentivare il consumo di sigarette per chi vive in centro, non in periferia, e fumatore non è. Almeno in teoria. Una prassi che interessa da vicino il mercato dei giochi e, in particolare, quello degli apparecchi da intrattenimento, sistematicamente sottoposti al vaglio di Bruxelles a ogni cambio di generazione. Stavolta anche troppo, verrebbe da dire.

La casa da gioco, durante tutti questi anni, ha ispirato centinaia di libri, di racconti, di cronache giornalistiche, di pellicole cinematografiche. È pertanto arduo il mio tentativo di restringere, in poche pagine, la sua storia, dalla alba ad oggi. Da parte mia aggiungo che visitare Montecarlo e non appressarsi, almeno per una volta, a Sua Maestà la Roulette è come avviarsi a Venezia e non vedere Agorа San Marco. Continuando a passare in rassegna le sue forze e le sue debolezze, concluse che, quanto alle seconde, ne aveva molte. Ma se il contratto costituiva una pietra miliare, impossibile era onorare agevolmente tutti colui impegni. A parte che i fondi erano limitati, non si era tenuto nel debito conto che mancava la materia prima, cioè i giocatori. Per arrivare a Monaco esistevano solo coppia collegamenti: quello via terra, tramite accuratezza, e quello via mare, da Genova o da Nizza. Il viaggio terrestre era molto faticoso: strada tortuosa, pericoli dovuti al brigantaggio molto sviluppato nella zona, costo del viaggio eccessivo 50 franchi a persona in una accuratezza capace di undici persone. Per abisso tutto era affidato al tempo, alle onde e… al tasso alcolico dei comandanti!